Io sono Occidente 

Berlino 1961 oggi è a Kiev: facile a dirsi, complicato a tradursi in azione. Soprattutto, cosa significa? La retorica è sempre in agguato e il precedente, risolto a favore di chi resisteva in maniera poco sanguinosa, può portare su strade sbagliate. Implicazioni sul campo a parte, però, vale la pena interrogarsi su cosa significhi questa affermazione. Non è, infatti, di poco conto e può aiutarci a riflettere, finalmente, su chi siamo e chi vogliamo diventare.

La prima osservazione riporta a quanto detto e ripetuto dal presidente ucraino Zelensky, il quale ha sostenuto che l’Ucraina, oggi, sta combattendo per sé stessa, l’Europa e l’Occidente in generale. Frase a effetto, non c’è dubbio, …Leggi tutto

Ucraina

 

Rus’ da cui russo. Partiamo da qui perché parlando con un amico questo ha osservato di non riuscire a cogliere grandi differenze tra ucraini e russi, i quali, dunque, non si vede poi perché non dovrebbero vivere assieme all’interno di un medesimo stato. Così come è avvenuto per secoli, del resto. Pensiero diffuso e che finisce per saldarsi con la considerazione in base alla quale l’attuale agire russo avrebbe la principale giustificazione di rappresentare, in buona sostanza, una reazione difensiva di fronte alla politica espansiva di Nato, da leggersi USA, e Ue verso la stessa Russia. Potremmo definirla corrente filo-russa italiana, la stessa che almeno dal Settecento in avanti è …Leggi tutto

Afghanistàn: sconfitta?

 

La caduta di Kabul e la fuga di americani e alleati dall’Afghanistàn hanno sollevato prima stupore e quindi un aspro dibattito. L’innesco è stato fornito dalla rapidità del crollo dell’impalcatura statuale e militare alzata dall’Occidente in quel paese, dove vent’anni di lavoro e presenza di soldati sul terreno sono stati vanificati nel giro di una manciata di settimane. Inevitabile la frustrazione per una sconfitta che a molti ha ricordato l’analoga in Viet-Nam. Anche in alcuni aspetti per così dire formali, quale la disperata fuga aerea di chi sia riuscito a trovare un posto sui velivoli in partenza e la gran massa di armi e materiali abbandonati sul posto. A qualcuno, …Leggi tutto

Lezioni americane

 

Biden ha vinto, Trump ha perso. Biden è il più votato candidato presidente della storia americana. Ha distaccato di oltre quattro milioni di preferenze il rivale. Successo limpido, anche se l’avversario si ostina a negarlo. Adesso gli Stati Uniti avranno il loro secondo presidente cattolico di origine irlandese, il precedente fu John F. Kennedy, e la prima donna in assoluto di ascendenza indo-afro-giamaicana quale vice-presidente, Kamala Harris. Aggiungiamoci pure la nuova first lady, Jill Jacobs in realtà Giacoppa: le sue radici sono italiane di Sicilia.

Gli americani hanno dunque proiettato al vertice del paese una coppia che ben rappresenta l’ideale melting-pot entico-religioso da cui nascono. L’America First di Donald Trump, da …Leggi tutto

Tessere di memoria I monumenti e la loro distruzione

 

Fenomeno classico di ogni rivolta e rivolgimento politico, la distruzione dei monumenti quali simboli del nemico continua a sollevare interrogativi. Proprio perché si ripete con sconcertante regolarità. Lo vediamo in questi giorni di Black Lives Matter in particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna. In misura ridotta, anche a Milano con l’attacco alla statua di Indro Montanelli e la richiesta della sua rimozione. A causa del fatto, da lui stesso rivelato, dell’aver avuto una schiava/bambina tredicenne durante la Guerra d’Etiopia, quella dei sette mesi tra il 3 ottobre 1935 e il 5 maggio 1936. A seguire c’è stato l’imbrattamento con vernice rossa del busto del generale Antonio Baldissera a …Leggi tutto

Il liberalismo è morto, viva il populismo nazionale!

Lo ha detto lo Zar di tutte le Russie del Terzo Millennio, Vladimir Vladimirovič Putin, cioè l’ex-funzionario del KGB sovietico che ha sfruttato con infinita abilità quanto appreso alla Lubjanka e dintorni prima per conquistare il potere e poi per mantenerlo. Con ogni mezzo. A partire dall’eliminazione degli avversari. Delle libere elezioni. Di ogni maledetto feticcio democratico così inadatto alle abissali profondità dell’autentica anima russa: vogliamo non credergli?

Con la franchezza di chi è abituato a non pagare mai dazio per quel che dice e, peggio, che fa, Putin ha dato fiato a una corrente di pensiero oggi in grande spolvero in tutto il mondo. Dalla Polonia all’Ungheria, dalla Cina al …Leggi tutto

La madre di tutte le bufale

Visto l’inarrestabile dilagare dell’infatuazione digitale, nel nostro paese e nel Mondo intero, spenderò qualche parola sulla biggest fake-news cioè la presunta “neutralità della Rete”. Non è argomento da poco, perché l’intera costruzione della smart society, dalle autostrade in fibra ottica, all’interconnessione universale, alle blockchains, all’internet delle cose, alla guida autonoma dei veicoli per arrivare alle mitizzate piattaforme Rosseau della democrazia diretta e all’intelligenza artificiale partono dal presupposto che la Rete sia un ambiente neutrale da utilizzare per le sue formidabili potenzialità, riempiendola di opportune applicazioni e contenuti.

Bufala colossale. Bufala pericolosissima. La Rete non è neutrale, non lo è mai stata e oggi lo è meno che mai. Muoviamo due passi …Leggi tutto