Una strategia per l’Italia

Diciamo la verità, il triennio 2019-2022 sarà probabilmente ricordato come un periodo davvero complicato: fenomeni metereologici estremi, pandemia, recessione globale, infine guerra mondiale. La Quarta secondo il mio personale computo, che assegna la terza posizione a quella chiamata Fredda, conclusasi nel 1991 con la sconfitta e dissoluzione dell’Unione Sovietica e del suo progetto politico. Forse adesso avremo pure una carestia generale, innescata dalle distruzioni fisiche e finanziarie provocate dal conflitto in Ucraina e Russia. Si verificasse, verrebbe a farci visita anche l’ultimo dei Cavalieri dell’Apocalisse e a quel punto potremmo aspettarci la venuta dell’Anticristo per chiudere il cerchio. Catastrofico? Forse. Realista? Senz’altro. È bene qualcuno lo sia dalle nostre parti, …Leggi tutto

Venezia 2025 idee per un programma 1

 

Sono ottimista, di natura e per convinzione, quindi portato sempre ad affrontare in termini positivi le difficoltà e a cercare di progettare il domani. Questo nella persuasione che sarà migliore del presente. Così, anche se siamo in piena Pandemia e passeggiare in una Piazza San Marco vuota mi provoca brutte sensazioni, d’istinto reagisco e comincio a pensare alle future elezioni amministrative. Quando, cioè, gli attuali presidente della Regione, Luca Zaia, e sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, non potranno a norma di legge riproporre la propria candidatura. Una doppia assenza che apre stimolanti prospettive per chi pensi che entrambe, Regione e Città, avrebbero un vantaggio a imboccare strade nuove. Inizio, quindi, …Leggi tutto

Ucraina

 

Rus’ da cui russo. Partiamo da qui perché parlando con un amico questo ha osservato di non riuscire a cogliere grandi differenze tra ucraini e russi, i quali, dunque, non si vede poi perché non dovrebbero vivere assieme all’interno di un medesimo stato. Così come è avvenuto per secoli, del resto. Pensiero diffuso e che finisce per saldarsi con la considerazione in base alla quale l’attuale agire russo avrebbe la principale giustificazione di rappresentare, in buona sostanza, una reazione difensiva di fronte alla politica espansiva di Nato, da leggersi USA, e Ue verso la stessa Russia. Potremmo definirla corrente filo-russa italiana, la stessa che almeno dal Settecento in avanti è …Leggi tutto

Venezia, falsi miti

Venezia non è una città e neanche un’isola o un arcipelago, neppure un porto con attorno una città: è, invece, un sistema complesso, collocato al centro di un incrocio di assi fluviali, stradali e ferroviari esteso su un’area vasta a forma di triangolo isoscele. I vertici sono rappresentati da Ravenna, Monfalcone e Piacenza, bisettrice il corso del fiume Po. Questo rappresenta la spina dorsale dell’intero sistema: dalle sue rive si diramano a raggiera vie che conducono oltre le Alpi, direzione Nord-Est-Ovest, per raggiungere i limiti estremi dell’Europa, dalle coste atlantiche e artiche fino alle pianure euroasiatiche; nonché quelle che varcano gli Appennini, puntando verso il centro del Mediterraneo.

Venezia si colloca …Leggi tutto

Zaiastan, il ritorno?

 

Ho letto con attenzione le osservazioni di Dino Bertocco al mio ultimo articolo. Mi hanno fatto riflettere e vorrei che anche il mio cortese interlocutore spendesse qualche minuto su un dato di fatto: come è stato possibile che il Presidente della Regione Veneto sia stato rieletto nel 2020, raccogliendo la percentuale personale del 76,79%, pari a 1.883.959 voti espressi?  Non solo. Come diavolo avrà fatto a imbastire una lista propria, che ha superato il 44,37% in percentuale pari a 916.087 voti, circa il triplo di quelli raccolti dalla seconda arrivata, cioè quella Lega alla quale lo stesso Zaia appartiene? Il tutto senza nemmeno fare campagna elettorale, perché dopo aver travolto …Leggi tutto

Zaiastan: la fine?

 

La notizia finora è passata inosservata, eppure in potenza apre le porte a un’autentica rivoluzione: alle prossime elezioni regionali Luca Zaia non potrà ripresentarsi candidato-presidente. Non solo. Nell’identica situazione si troverà la maggioranza dei suoi assessori, tra i quali tutti quelli di maggior peso. Alla scadenza di questa legislatura, per altro appena cominciata, il Veneto si troverà dunque orfano di chi l’ha governato negli ultimi dieci anni. Cosa accadrà?

Se per Luca Zaia gli osservatori pronosticano un ruolo politico nazionale, e sarebbe ora dico io che il Veneto potesse contare a tale livello su una personalità proporzionata al suo peso economico-culturale, è chiaro quanto una simile prospettiva spalanchi un vuoto in …Leggi tutto

Dal dire al fare tre, quale porto?

Nell’ultima puntata, Dal dire al fare due, si è chiarito che Venezia “è” in quanto città-marittima capace d’intercettare le rotte commerciali a lunga distanza (Sloc), perché loro naturale terminale (Hub) all’incrocio intermodale con le vie fluviali e stradali (Corridoi) che penetrano nel cuore d’Europa (Adriatico-Baltico) o la collegano trasversalmente (Iberia-Ucraina). È sempre stato così nei secoli a partire almeno dal X prima dell’Era Comune (a.C.) per una banale questione geografica che si tende a dimenticare: l’arco alto-adriatico è il punto di costa più vicino al centro dell’Europa e si trova all’incrocio dei due citati assi, fluviali e stradali. Qui, da sempre, arrivano le rotte che saldano l’Asia con l’Europa e …Leggi tutto

Dal dire al fare, due

Uno dei problemi più dibattuti a Venezia, ormai da anni, è quello relativo alla “visione della città futura”. Sempre se ne possieda una. Ricerca ormai ansiosa: che serva una “visione” ognun lo dice, dove si trovi nessun lo sa. Non l’ha avuta nemmeno il sindaco-filosofo Massimo Cacciari, dominus incontrastato della vita pubblica lagunare per almeno un ventennio, mica poco a pensarci bene, il quale non è riuscito a incidere sulle dinamiche sociali, economiche e culturali che ci hanno condotto fin qui. Men che meno i successori, fino all’attuale sindaco, Luigi Brugnaro, che si dedica al pari dei predecessori al piccolo cabotaggio amministrativo, cercando di non decidere mai nulla davvero. Stessa …Leggi tutto

Dal dire al fare, uno

Ci siamo lasciati con la terza parte di “Occorre un pensiero” dove si sostiene che bisogna porre un freno ai discorsi generici, per passare alla concretezza delle proposte operative. Adesso possediamo una Teoria da cui far discendere l’opportuno Metodo, quindi vediamo di mettere in pratica quanto detto. L’argomento scelto è di quelli importanti, vale a dire come intervenire sul cambiamento climatico determinato dall’immissione di gas-serra, anidride carbonica in particolare, da parte delle infinite attività umane. Proviamoci.

L’Europa è collegata da una rete di strade, linee ferroviarie, vie d’acqua interne, alle quali fanno capo porti, sia interni che marittimi, aeroporti e stazioni ferroviarie. Senza contare le strade e le linee ferroviarie secondarie, …Leggi tutto

Occorre un pensiero 2, progettare il futuro

Progettare il futuro, studiare come intervenire sugli aspetti negativi del presente valorizzando i talenti dei singoli e metterli al servizio non solo del successo dell’individuo ma del bene della comunità, dovrebbe rappresentare l’attività fondamentale della politica. Perché l’uomo, animale sociale per eccellenza, si colloca sempre in una dimensione collettiva e soltanto in questa si realizza.

Riprendo l’articolo Occorre un pensiero per chiarire un aspetto preliminare: il concetto di “dottrina”, quale insieme di principi su cui basare l’elaborazione di una strategia in politica si traduce con ideologia. Dottrina e ideologia, in effetti, sono sinonimi. L’ultimo scorcio del Novecento è stato dominato dal pensiero diffuso della “morte delle ideologie”: a proclamarla nel 1992 …Leggi tutto