Lezioni ucraine uno

«Dalla rivoluzione vittoriosa scaturisce, infatti, il comando del più forte, ovvero, secondo le intuizioni di Marsilio da Padova, della parte “valentior pro quantitate vel qualitate” (Defensor pacis, I, XII, 6) […] Hobbes ci sottolinea “diritto è ciò che colui o coloro i quali detengono il potere sovrano ordinano ai suoi o ai loro sudditi, proclamando in pubblico e in chiare parole quali cose essi possano e quali non possano fare” (Dialogo fra un filosofo e uno studioso di diritto comune d’Inghilterra) […, dunque] il sovrano è sciolto da ogni vincolo, che non inerisca alla propria forza […] Hans Kelsen, per il quale l’autorità giuridica è tale, quindi legittima, fin tanto …Leggi tutto

Eurasia: le ragioni del conflitto

«Riprendiamo il concetto (di guerra, Ndr) come continuazione della politica con altri mezzi e integriamolo con il suo corollario, la guerra non è semplicemente un atto politico, ma un vero strumento politico.»[1]

La Guerra d’Ucraina ha bruscamente risvegliato l’Occidente dal lungo sonno chiamato Globalizzazione, vale a dire dall’illusione che con la caduta del Muro di Berlino, novembre 1989, e la dissoluzione dell’Urss, due anni dopo, in qualche modo la Storia fosse finita e il Pianeta avviato serenamente verso la pacifica convivenza all’insegna del Pensiero unico liberal-democratico Una lettura, per altro, da tempo in crisi. I numeri, del resto, hanno o dovrebbero avere un intrinseco significato: basterebbe contare quanti conflitti armati ci …Leggi tutto

Io sono Occidente 

Berlino 1961 oggi è a Kiev: facile a dirsi, complicato a tradursi in azione. Soprattutto, cosa significa? La retorica è sempre in agguato e il precedente, risolto a favore di chi resisteva in maniera poco sanguinosa, può portare su strade sbagliate. Implicazioni sul campo a parte, però, vale la pena interrogarsi su cosa significhi questa affermazione. Non è, infatti, di poco conto e può aiutarci a riflettere, finalmente, su chi siamo e chi vogliamo diventare.

La prima osservazione riporta a quanto detto e ripetuto dal presidente ucraino Zelensky, il quale ha sostenuto che l’Ucraina, oggi, sta combattendo per sé stessa, l’Europa e l’Occidente in generale. Frase a effetto, non c’è dubbio, …Leggi tutto

Perché Putin e Xi jinping hanno già perso

 

La guerra in Ucraina non è affatto conclusa. Nessuno azzarda ipotesi sulla possibile durata e le finestre proposte inquadrano un arco temporale compreso tra i venti giorni e i venti anni. Eppure, sin d’ora, si può affermare che, qualunque sarà l’esito sul campo, dal punto di vista geopolitico e geostrategico, Russia e Cina l’abbiano già persa. Cosa c’entra mai la Cina, chiederà qualcuno. La risposta è perfino banale: Xi Jinping conosceva da tempo le intenzioni di Putin. Non solo. Le ha supportate sia non spendendosi per fermarlo, sia fornendo ampio sostegno finanziario e appoggio politico prima e adesso, a invasione in corso. La ragione immediata è palese: dopo l’Ucraina verrà …Leggi tutto

Covid 19: guerra biologica

Il 10 marzo del 2020 Federico Sebastiani sulla rivista Science4life affrontava tra i primi la questione se il Covid-19 fosse o meno un’arma biologica: messa a punto dalla Cina e utilizzata, più o meno volontariamente, con spregiudicata determinazione nella lotta per il dominio del Mondo nella quale Pechino è ormai senza dubbio coinvolta. Analizzando i requisiti in genere ritenuti necessari per poter parlare di “arma biologica”, sono sette e cioè virulenza-infettività-stabilità-grado di immunità naturale-disponibilità di vaccini-disponibilità di terapie-trasmissibilità, concludeva che il Covid-19 non ne aveva le caratteristiche. Quindi, non poteva essere un’arma biologica. Lasciava aperta una piccola finestra, osservando che la Russia anziché la Cina pareva esserne immune. Allora. Oggi …Leggi tutto

Coronavirus, la lezione strategica

 

L’epidemia, o pandemia ormai che sia, di coronavirus di lezioni ce ne sta impartendo diverse. Una, però, mi sembra di particolare importanza per le sue conseguenze di lungo periodo: la necessità di mantenere autonoma capacità di ricerca, sviluppo e produzione di un’ampia gamma di manufatti. Si va dai satelliti alle mascherine filtranti, tanto per chiarire.

Il turbocapitalismo globalizzato, incentrato sul massimo profitto immediato, ci ha spinto a dimenticarci non solo dei danni ambientali inflitti al Pianeta dalla frenetica circolazione di materie prime, semilavorati, merci e persone, ma anche della penuria sino alla totale mancanza che lo spezzarsi di singoli anelli della catena di approvvigionamento può determinare. Ovunque. Sino al collasso generale. …Leggi tutto

La madre di tutte le bufale

Visto l’inarrestabile dilagare dell’infatuazione digitale, nel nostro paese e nel Mondo intero, spenderò qualche parola sulla biggest fake-news cioè la presunta “neutralità della Rete”. Non è argomento da poco, perché l’intera costruzione della smart society, dalle autostrade in fibra ottica, all’interconnessione universale, alle blockchains, all’internet delle cose, alla guida autonoma dei veicoli per arrivare alle mitizzate piattaforme Rosseau della democrazia diretta e all’intelligenza artificiale partono dal presupposto che la Rete sia un ambiente neutrale da utilizzare per le sue formidabili potenzialità, riempiendola di opportune applicazioni e contenuti.

Bufala colossale. Bufala pericolosissima. La Rete non è neutrale, non lo è mai stata e oggi lo è meno che mai. Muoviamo due passi …Leggi tutto

L’Italia del Rimland e la sfida della Nuova Via della Seta

È notizia recente: il presidente della repubblica e segretario generale del partito comunista cinese, il “quasi” onnipotente Xi Jinping, ha lanciato in pompa magna il progetto “Nuova Via della Seta.” Vale a dire, un complesso di iniziative in vari campi e ambiti volte a migliorare collegamenti e cooperazione tra i paesi appartenenti alla comune sfera euroasiatica. Come dire, una rivoluzione per l’intero spettro dei rapporti geostrategici su scala mondiale.

Tutto ciò riguarda direttamente l’Italia, uno dei terminali tradizionali delle antiche “vie della seta” ovvero del reticolo di rotte terresti e marittime che sin dall’Antichità ha unito Occidente e Oriente dell’Eurasia. La quale Eurasia, dovrebbe essere ovvio, è divisa artificialmente da ragioni …Leggi tutto