Quando c’era Lui!

La prendo un po’ alla larga. Stig Dagerman (1923-54) è stato un giornalista e scrittore anarchico, redattore della rivista “Arbetaren”, periodico del SAC, vale a dire il sindacato libertario svedese più o meno equivalente dell’USI, l’Unione Sindacale Italiana. Nel 1946, Dagerman si reca in Germania dove realizza una serie di interviste e articoli, poi raccolti in un volume oggi tradotto e pubblicato in Italia da Iperborea con il titolo Autunno tedesco. Ne consiglio senz’altro la lettura. A tutti, indistintamente.

Si tratta di un resoconto delle condizioni di vita e dei sentimenti dei tedeschi durante il primo anno dalla fine della guerra. Dagerman è osservatore acuto e soprattutto privo di pregiudizi: volendo …Leggi tutto

Foibe: tragedia dimenticata?

Il 10 febbraio è stato il “Giorno del ricordo”: qui a Venezia, ma non solo, sono state numerose le manifestazioni promosse per non far cadere in un nuovo oblio la tragedia dell’esodo istriano-giuliano-dalmata a cavallo della fine della Seconda Guerra Mondiale.

A Roma, ci ha pensato lo stesso Presidente della Repubblica a stigmatizzare il lungo silenzio che ha avvolto quegli eventi. Oltre alla visione manichea capace di bollare come “fascisti” e basta i fuggitivi. Insomma, per farla breve, nelle giovani generazioni si sta facendo largo l’idea che a quel tempo i comunisti jugoslavi abbiano proceduto allo scientifico annientamento della comunità italiana, per secoli presente lungo la costa orientale adriatica.

In sostanza, si …Leggi tutto

Italia 1943-47 e 1976-78 Emergenza Nazionale

 

 In questi giorni, aprendo i giornali o ascoltando i discorsi delle persone, mi capita spesso d’incrociare il concetto di “emergenza nazionale”. L’ha evocato anche il direttore di questa testata, Carlo Rubini, suggerendo per il dopo elezioni del 4 marzo la nascita di una specie di  “governo del presidente”, in grado di affrontare i molti e irrisolti nodi ancora sul tappeto.

Alla base del ragionamento di Carlo, se ho ben compreso, una constatazione: in due particolari e drammatici momenti della nostra storia, dopo il crollo dell’8 settembre 1943 e durante il periodo insurrezionale noto come “anni di piombo” attorno al 1970-80, le forze politiche a vocazione nazionale hanno trovato il modo di …Leggi tutto

Anniversari

La Storia, lo ripeto spesso, sa essere piena d’ironia. Così in questi giorni ci troviamo di fronte a due anniversari per eventi accaduti, però, un secolo fa: Caporetto e Rivoluzione d’Ottobre.

L’anno, quindi, è il fatale sotto molti aspetti 1917, i giorni rispettivamente il 24 e la notte tra il 25 e il 26. Il contesto, sempre la Grande Guerra.

Caporetto è diventato sinonimo di disfatta catastrofica. È ormai da tempo nel linguaggio comune dire una Caporetto per significare un evento dallo svolgimento tragico e dagli esiti devastanti. In questo senso, la percezione collettiva ha finito per alterare in modo irrimediabile la realtà. Caporetto ha rappresentato di sicuro una dura sconfitta per …Leggi tutto

Ottobre Rosso, da Barcellona a Venezia via Milano

 

 

La Storia si diverte spesso a rivelare il lato ironico degli eventi. Avete fatto caso che le tensioni separatiste viaggiano lungo il mitico Corridoio 5, quello da Barcellona a Kiev, individuato dall’Unione Europea come uno degli assi portanti della propria rete di comunicazioni transcontinentali?

Il Corridoio 5 evoca l’Alta Velocità ferroviaria e il disastro della Val Susa. Su una carta geografica potremmo tracciare una linea continua che partendo da Barcellona arrivi a Milano e, per il momento, si fermi a Venezia: eccoli qua tre bei referendum anti… Già, anti cosa?

Il primo, quello catalano, anti-Madrid, anti-Spagna intesa come Castiglia innanzitutto, anti-monarchico, quindi decisamente separatista e repubblicano. Il secondo e il terzo, lombardo …Leggi tutto

Museo della civiltà veneziana, seconda parte

 

Torno sull’argomento perché la proposta ha trovato molta attenzione e anche il rilancio da parte di diversi organi di stampa. L’argomento, per così dire sembra “caldo”.
In precedenza ho suggerito di riallestire l’attuale Museo Correr come vero e proprio “museo della città” e, in più, cercando di valorizzare l’aspetto, per me fondamentale. di quella che ho chiamato “civiltà veneziana”: ovvero la storia e il lascito della straordinaria avventura umana, culturale e politica incarnata dalla repubblica Serenissima.
La ragione, per quanto mi riguarda, deriva da due constatazioni empiriche. La prima è che la repubblica di Venezia è lo stato rimasto più a lungo indipendente, senza interruzione alcuna, in Europa e al Mondo. Questo …Leggi tutto

Nuove su Lissa 1866

Riparto da un mio recente articolo su Luminosi Giorni, che tante polemiche ha sollevato, per concludere il discorso sulla battaglia di Lissa

Fonti:

1- Österreichissches Staatarchiv, Kriegsarchiv, Kriegsmarine, Marine Zentral Archiv,
fondi: Hafenadmiralat Triest, Seebezirkskommando Triest, Marine Truppen Inspektorat,
2- Wiener Zeitung, 23-07-1866, seite 2 (Kriegschronik),
3- Die Operationen der Österreichissches Marine Während des Krieges 1866 und die Seeschlacht bei Lissa, Wien 1866.
4- Letter from Tegettoff to baroness Emma Lutteroth (wife of prussian consul Triest), Fasana, nd., June 1867

Bibliogafia essenziale:

1- A.E. Sokol, The Imperial and Royal Austro-Hungarian Navy, Annapolis, Maryland,United States Naval Institute, 1968,
2- L. Sondhaus, The Habsburg Empire and the Sea. Austrian Naval Policy, 1797- 1866, West Lafayette, Indiana, Purdue University Press, 1989,
3- C. Reichl-Ham, Le origini della Marina Austriaca, …Leggi tutto

1866

Il 7 novembre 1866 il fresco re d’Italia, Vittorio Emanuele II, fa il suo ingresso trionfale a Venezia. Finisce così la Terza Guerra d’Indipendenza, Veneto, Mantova e Friuli sono uniti all’Italia. A Francesco Giuseppe d’Asburgo degli antichi possedimenti nella Penisola restano solo Trentino e Venezia Giulia. Li perderà entrambi con la Grande Guerra e quindi nel 1918.

L’anniversario, il 150°, dell’unione del Veneto all’Italia è sostanzialmente passato sotto silenzio. Ne hanno parlato, poco per la verità, più che altro quanti contestano il Plebiscito che accompagnò il trattato di pace con la cessione: la quale, comunque, avvenne prima alla Francia e in seconda battuta all’Italia.

Sulla Terza Guerra d’Indipendenza circolano oggi i racconti …Leggi tutto